Mitico weekend a Ponza

Autore del testo: Elena

Equipaggio: Elena, Antoniana, Giuseppe e Stefano

Roma
Destinazione: Palmarola

Alle 17:00 era tutto pronto. I marinai dell’Aquila erano pronti a salpare. Tranne che per Stefano (capitano) e Giuseppe, vecchi lupi di mare, per Antoniana e Elena si trattava della loro prima esperienza in barca a vela.

Affascinati dal volo dei gabbiani, delle carezze che le onde ci facevano e dal cielo azzurro, il team decide di gettare l’esca per rimediare la cena e, da “calcoli precisi” fatti dal vecchio lupo Giuseppe, non appena 10 minuti dopo (e cioè alle 17:40) catturiamo un magnifico esemplare si sgombro di quasi 2kg…

Pesce da 2kg (foto: Giuseppe)

…da fare al forno con i pomodorini….

Dal mare alla teglia... (foto: Giuseppe)

Da rilevare che lo sgombro, oltre al peso, era di una bellezza unica (come pochi sgombri possono essere): appena uscito dall’acqua i suoi colori brillavano al riflesso del sole.

Alle ore 20:20 eravamo già tutti quanti intorno al tavolo per la cena. Giuseppe ci serve quattro magnifici piatti di sgombro. È da qui che cominciano le grosse risate.

Dopo cena un sonno improvviso colpì tutti i marinai (tranne Stefano) che si appisolarono sul ponte dentro il sacco a pelo (idea di Giuseppe rivelatasi fantastica), fino a quando verso l’1 di notte una pioggerellina improvvisa e fastidiosa ci ha costretti a scendere sotto coperta.

Alle ore 2:30 arriviamo a Palmarola. Nonostante la tarda ora, la luna piena ci ha permesso di ammirare la bellezza della baia e dintorni.

Equipaggio: Elena, Antoniana, Giuseppe, Stefano, Claudia e Larissa

Palmarola
Destinazione: Ponza, Baia Chiaia di luna
Il diario, d’ora in poi, verrà scritto in prima persona, cioè da Elena.

Mi sono svegliata con una leggera brezza che entrava dalla finestrella, con l’intento di infilarmi la muta e buttarmi in acqua. E così ho fatto.

Dopo lo stupore causatoci dalla stupenda acqua, lo skipper Stefano decide che il vento è troppo e che quindi ci dobbiamo riparare nella baia di Ponza: Chiaia di luna.

Mamma mia quante barche! Di tutti i colori, di tutti i modelli, di tutte le nazioni e dai nomi più strani… Dopo la magnifica pasta all’amatriciana preparataci da Giuseppe e dal carpaccio preparatoci da Stefano con una palamita rimediata nel tragitto Palmarola-Ponza, abbiamo calato il gommone in mare per andare a prendere Larissa e Claudia che ci aspettavano sulla spiaggia.

C’è da dire che nell’intento di fare la spiderwoman del momento, ho calcolato male l’altezza dell’acqua e ho fatto un bel tuffo con tanto di vestiti. Ma mi posso giustificare dicendo che li, la riva è fatta tipo l’oceano, quindi parte bassa e in un secondo è già profonda… Va’ beh… Il succo è che mi sono ritrovata bagnata in un secondo. Caricate Larissa e Claudia sul gommone, siamo andati in barca e visto che ero già bagnata ho finito di farmi il bagno.

Dopo essere riuscita a convincere Giuseppe a stare con me, ci hanno seguiti tutti; tutti tranne mamma che dal giorno prima sentiva un leggero mal di mare e oggi è in fase di coma profondo. Ora è sicuro: mamma soffre di mal di mare. Passa le sue giornate a dormire e a sincerarsi sullo stato di salute di suo figlio (mio fratello) che è rimasto a casa con papà.

Per fare il bagno ci siamo messi sul gommone e siamo andati fino alle scogliere: un paesaggio impressionante. La scogliera è bianchissima e cade a picco sul mare dove c’è una baietta che contiene quantità impressionanti di forme viventi: pesci di ogni tipo, poseidonie e rocce dove c’erano ricci in grandi quantità.

Si rientra in barca dove ci aspettava una stupenda pasta alle vongole. Dopo un po’ che siamo stati fuori a chiacchierare, siamo rientrati per dormire, tranne Larissa che ha dormito con il sacco a pelo.

Tramonto in baia (foto: Giuseppe)

Equipaggio: Elena, Antoniana, Giuseppe, Stefano, Claudia e Larissa

Ponza
Destinazione: Roma

Dopo un’abbondante colazione, abbiamo pianificato la giornata. La prima tappa prevedeva fare il bagno. Dovevamo fare il bagno fino alle 11, per poi partire, ma visto e considerato che ci abbiamo messo un’eternità a prepararci (tranne io che ero pronta alle 8:30) arrivando all’esorbitante ora delle 10:30, il buon cuore del capitano Stefano ci ha permesso non solo di utilizzare il suo gommone così da facilitare l’arrivo alla scogliera, ma anche di prolungare la permanenza un acqua fino alle 11:30.

Quell’ora in quelle stupende, limpide e popolate acque è stata fantastica. Persino Antoniana è riuscita a mettersi in acqua, con la maschera, boccaio e muta… una cosa incredibile!

Dopo essere riusciti a fare il battesimo nel mare a mamma e a rendere felice me, siamo partiti. Arrivati alla barca, mentre Stefano risistemava il gommone, io e Giuseppe siamo rimasti in acqua avvistando diversi pesciolini come meduse, sogliole, polipetti, ecc. Quando anche Claudia è arrivata in barca dopo una lunga nuotata che lei ha scelto di fare per arrivare alle scogliere, siamo partiti. O meglio, volevamo partire…

All’improvviso, Stefano ci ha detto che c’era un problema: la rotta della nostra ancora era intralciata da un’altra ancora di una nave che c’era affianco e Stefano credeva che se avessimo ritirato l’ancora, ci avrebbe fatto urtare con l’altra nave.

Dopo vani tentativi di chiamare i proprietari dell’altra barca, Claudia decide di andare a nuoto a chiedere ai proprietari di spostarle. Ma sulla barca non c’era forma di vita. Stefano decide allora di provare a spostare l’ancora… ma non ci riesce. Allora parte Giuseppe che essendosi allenato per due giorni con lo specie di sciacquame del bagno (nota: qui l’autore si riferisce alla pompetta da azionare, a mano, per pompare e far scendere l’acqua nel bagno) e grazie alla sua proverbiale forza riesce a liberare l’ancora e a farci salpare.

Poco dopo dalla partenza, è successa un’altra cosa… Sembra che nonostante tutto questo spazio infinito di mare, tutti ci devono venire sopra e rompere le scatole! Infatti, la lenza fu presa da un enorme ma strano pesce: una barca a vela! Dopo “averla liberata”, abbiamo continuato la nostra traversata durante la quale speravamo di vedere un delfino, che non c’è stato.

Durante il pomeriggio, c’è stato il dovuto sonnellino e alle 18:00 in punto, come previsto dal nostro capitano, abbiamo incontrato la barca Shere Khan guidata da Roberto che ci è venuto a dare una calorosa accoglienza.

Verso le 18:30 la lenza cominciava a dare segni di vita: prendiamo un pesce che si è liberato da solo e alle 20:15 abbiamo preso un pesce. La somma bontà (o pena) di Larissa ci ha commosso e ci ha convinto e liberarlo… cena a base di pesce saltata… ma non disperiamo e cominciamo a preparare, per ripicca, la pasta con il tonno.

Dopo una squisita cena, ognuno riprende le sue postazioni per dormire all’aperto, ma qualcuno finisce di fare le borse.

Mi addormento, mi svegliano e noto con un sommo dispiacere che la vacanza è finita.

Arrivo a Ostia, ore 00:00.

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2 risposte a Mitico weekend a Ponza

  1. caterina ha detto:

    ciao. posso sapere quanto avete speso a persona e con quale skipper siete andati? Mi servirebbe un contatto per organizzare il week end del 1° maggio. siamo una decina di persone.
    Grazie mille…..ciao.

  2. Stefano ha detto:

    Ciao Caterina,
    sono Stefano lo skipper del “Mitico weekend …”. Per informazioni e contatto visita http://www.softsailing.it o scrivimi direttamente su info@softsailing.it

    Sul sito trovi i prezzi 2006 che valgono anche per il 2007.

    A presto a bordo dell’aurore!
    Stefano

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